giovedì 20 settembre 2007

Quei terroristi di casa nostra

La decisione del sindaco Cofferati di non concedere (per adesso) l'area per la costruzione della moschea a Bologna fa certamente discutere.
Forse questo non era il momento, ma certamente era una possibilità di aprire le strade al dialogo.
Se chiedete ad un bolognese se trova giusto costruire la prima moschea nella sua città, questa risponderà di no. Ovviamente non sa che la moschea a Bologna c'è già e funziona benissimo anche se è in un luogo scomodo sia per i cittadini musulmani che per gli altri.
Quindi le persone non sono informate sui fatti, dicono che non sono stati consultati, ma non sono nemmeno consultati quando costruiscono chiese cattoliche o di qualsiasi altra religione. Non si capisce di cosa si stia parlando.
Sicuramente la situazione è cambiata dopo l'11 settembre, ma è innegabile che per combattere il terrorismo, le mele marce islamiche, bisogna esser più aperti possibile con tutti gli altri; la costruzione di una moschea trasparente verso la società, aperta ai controlli, è sicuramente migliore dei bunker dove si rifugiano i veri terroristi. L'Islam è una religione che ha più di un miliardo di seguaci in tutto il mondo, considerarli tutti terroristi è folle.
La tesi che si propone più spesso, anche quella folle della Fallaci, è letteralmente che " noi non possiamo neanche andare là con la croce e ci fanno fuori!", ma la differenza rispetto a loro è che noi siamo una civiltà avanzata, non superiore certo, ma abbiamo una cultura della democrazia e della tolleranza.
I terroristi purtroppo li abbiamo anche a casa nostra, come ad esempio quelli che hanno lanciato una molotov alla moschea di Segrate.
Naturalmente ci deve essere un rispetto della legalità e della giustizia da parte di tutti, e certe frasi dette da alcuni musulmani possono far discutere e accendere un pò di rabbia, ma non è moralistico cercare di instaurare il dialogo. Quelli che dicono il contrario evidentemente non conoscono la storia.

5 commenti:

Stefano ha detto...

Io comprendo la decisione di Cofferati: al momento si trova in una situazione e in una posizione difficile, che trovo persino complessa da spiegare.
Fatto sta che se è solo un "no" temporaneo ci sono buone probabilità che il tutto sia solo un rinvio a quando saranno calme le acque.

The Legend Guitarist ha detto...

Ma francamente se si deve essere precisi fino in fondo allora dovremmo smetterla di costruire chiese,moschee sinagoghe ecc..perchè l'Italia è uno stato laico e la costruzione di edifici religiosi non la deve riguardare minimamente, spetterebbe a chi compra il terreno decidere che uso farne, comunque la cosa che voglio capire perchè nn sono informato è: chi paga la moschea????
se è lo stato cioè noi cittadini allora no!!!! ma neanche morto tiro via i soldi a un dio che nn credo ma nemmeno per il mio li spendo.
punto 2 se sela pagano possono fare quello che vogliono per me ci possono fa anche una casa chiusa che è meglio.....secondo me.

Bye

Alessandro ha detto...

Sono abbastanza d'accordo sul fatto che lo Stato non debba entrarci niente con la costruzione di Chiese e Moschee o quant'altro, a parte ovviamente per assicurare le condizioni di sicurezza minime per i luoghi pubblici, però intanto se ne occupa pienamente pare, e stando così le cose Cofferati ha fatto probabilmente la cosa migliore cercando un momento successivo per placare gli animi.

Sulla Fallaci provo ad esser più cattivo di Andrea se posso: la compianta giornalista non ha mai provato a capire come mai un terrorista diventi tale, nonostante la sua acclamata intelligenza, nè perchè più in generale un uomo si appigli con tanta veemenza alla religione: in un paese, ad esempio, come l'Arabia Saudita, dove pochissimi hanno tutto e tantissimi niente, dove sono violati i diritti umani quotidianamente con decapitazioni in piazza e torture in carcere (ma nessuno dice alcunchè), dove coloro che detengono la ricchezza donata dall'oro nero sono perennemente attorniati da occidentali, dove le uniche vie che puoi guardare con speranza per uscire dalle tue condizioni misere sono pregare e uccidere, voi cosa fareste? La civiltà occidentale, con tutta la sua apertura e democrazia verso i suoi cittadini, foraggia questo status quo perchè gli conviene fortemente. Alla base del terrorismo secondo me sta non l'Islam coi suoi precetti, ma proprio la maggior evoluzione e sottigliezza del Nord del Mondo, il sostegno occidentale alle oligarchie economiche ed ai Capi di Stato delinquenti (Arabia Saudita, Pakistan, Egitto) di questi paesi, visti dalla gente come conniventi con gli occidentali sfruttatori. A questo punto il passo che porta a far coincidere "stranieri" e "infedeli" è breve.

Faccio notare per concludere che tutti gli attentatori delle Torri erano sauditi tranne un egiziano, ma siamo finiti in Afghanistan.

Andrea ha detto...

Ale non vorrei che tu in qualche modo stessi giustificando il terrorismo piuttosto che la società civile araba.
Noi, siamo finiti in Afghanistan per portare la pace.
Questo è innegabile, i soldati italiani non sono come gli americani che inseguono battaglie illusorie.
Via i militari americani! più civili ovviamente.
Comunque quelli che hanno scatenato il terrorismo sono i talebani, ovvero gli studenti coranici che inseguono un particolare ideale politico religioso. Che poi ci siano anche terroristi sauditi o egiziani è un fatto che è avvenuto dopo.

Stefano ha detto...

Premetto: questa non è una critica, solo un'osservazione.
Il nuovo nome del blog gli da un'accezione decisamente più politica ma soprattutto più professionale.
Ciao.